A caccia di Art Nouveau

A me piacciono tante cose che spesso non c’entrano niente l’una con l’altra. No, non preoccupatevi: a casa non ho il cd di Gigi d’Alessio vicino a quello dei Pink Floyd. Amo le città industriali e underground, però allo stesso tempo mi piace qualche sprazzo di neoclassicismo qua e là. Amo la street art più dura e cruda, però adoro perdermi in un museo d’arte classica. In mezzo a tutto sto casino mentale, ovviamente, ho anche la passione per l’Art Nouveau. Per questo, appena ho saputo di questo tour tra i palazzi Art Nouveau a cavallo tra l’Ungheria e la Serbia beh… non ho saputo resistere!

Ok, devo ammetterlo, l’inizio è stato un po’ traumatico: l’autobus partiva alle 7 di mattina, la guida parlava incessantemente, i nostri compagni di viaggio andavano dai 60 anni in su, qualcuno ha pensato bene di mangiare un panino dagli ingredienti misteriosi di prima mattina, riempiendo l’autobus di un olezzo non ben definito. A me i tour di gruppo proprio non piacciono. Stavolta, però, ho fatto un’eccezione essenziale per due motivi: il prezzo (18€ a testa) e il fatto che non abbiamo (ancora) una macchina nostra. Fortunatamente, però, nonostante le premesse poco allettanti, questa giornata si è rivelata una piacevole ma stancante gita domenicale.

Kecskemét
La prima tappa del nostro tour è stata Kecskemét, a circa 80km da Budapest. Mi aspettavo la classica cittadina ungherese “di provincia”, invece mi sono dovuta ricredere, mi è piaciuta molto. Certo, non c’è moltissimo da vedere, tutto si svolge intorno alla piazza principale, però devo ammettere che è davvero carina, con delle decorazioni in Stile Liberty notevoli. Uno dei simboli della città è proprio il Cifra Palota (palazzo decorato, in ungherese). Questo bellissimo edificio, costruito nel 1902, presenta dei motivi floreali dai colori brillanti e decisi.

Un altro edificio costruito in Stile Liberty è il municipio. Queso morbido e ondulato palazzo fu progettato dall’architetto Ödön Lechner, uno dei maestri della szecesszió (Art Nouveau in ungherese) magiara. Le decorazioni sono molteplici e variegate, tutte ispirate all’arte popolare locale con qualche sprazzo di influenza turca. Nella parte superiore della facciata, si trovano diverse teste caprine. No, Lechner non era un adoratore del diavolo: il nome della città viene dalla parola kecske che in ungherese vuol dire, appunto, capra.
Ah, la bellissima chiesa blu di Bratislava è sempre opera del bravissimo Lechner!

art nouveau kecskemet

La parte superiore del municipio

Kiskunfélegyháza
Questa parola assurda e impronunciabile rappresenta la seconda tappa del nostro tour. In realtà, ci siamo fermati per pochissimi minuti per ammirare un solo palazzo, il municipio. Diciamo che in caso stesse programmando un giro dell’Ungheria, potete benissimo omettere questa cittadina. L’edificio è delizioso, con motivi floreali legati alla tradizione e al folklore ungherese.
Curiosità: la città di Kiskunfélegyháza è gemellata con Feltre, in provincia di Belluno.

art nouveau

La faccia del palazzo, tutto qui.

Szeged
Qui iniziamo a fare sul serio. Sono anni che punto Szeged come meta, ma non sono mai riuscita a visitarla come si deve. Nonostante il tempo disponibile non fosse tantissimo, ci siamo goduti un soleggiato primo pomeriggio senza troppe corse. Questo primo assaggio di Szeged mi è piaciuto molto, spero di ritonarci presto. Il primo palazzo che abbiamo visitato, Reök Palota, sinceramente non era nulla di speciale, aveva delle decorazioni un po’ scarne e necessitava di un’urgente manutenzione. Dopo di che, io e il mio compagno siamo “usciti” dal gruppo proprio come Jack Frusciante per visitare la città. Beh, che amore! Statue divertenti ovunque, sole, alberi in fiore, bar e ristoranti con i tavolini all’aperto, un vero paradiso. 

Anche il municipio di Szeged è stato progettato per mano del mitico Lechner. I colori sono morbidi e caldi, le decorazioni eleganti ma sicuramente meno sfarzose dell’omologo a Kecsemét. Mi è piaciuto tantissimo il parco adiacente con gli alberi in fiore, un vero inno a questa primavera tardiva che è finalmente arrivata, seppur malconcia e zoppicando.

Un altro edificio che ho trovato di una bellezza strepitosa è la cattedrale di Nostra Signora d’Ungheria. Nonostante l’esterno sia un tipico esempio di architettura neoromanica, visitando l’interno ci si rende conto di come l’Art Nouveau abbia influenzato le decorazioni, in un incredibile misto tra sacro e profano. Infatti, una delle vetrate dipinte più famose rappresenta la Madonna con delle particolari scarpe rosse, tipiche di questa zona.

szeged cattedrale

La bellissima cattedrale di Szeged


Curiosità numero 1:
Mi sono rifiutata di usare il nome italiano di questa città, Seghedino davvero nun se po’ senti’!
Curiosità numero 2: pare che Szeged sia la città più soleggiata d’Ungheria, con più di 2000 ore di sole all’anno. Sarà per questo che mi è piaciuta così tanto?

Subotica
Ultima tappa del nostro tour alla scoperta della szecesszió. Qui ci troviamo a Subotica, cittadina della Serbia a pochi minuti di macchina dal confine, una volta parte dell’Impero Austro-Ungarico. Questa città è un vero e proprio tripudio all’Art Nouveau, impossibile girare tra le vie pedonali e non imbattersi in uno di questi palazzi dalle facciate allegre e colorate. Ecco il mio preferito:

subotica art nouveau

Art nouveau a Subotica

Uno dei simboli di questa cittadina è sicuramente l’immancabile municipio, costruito in Stile Liberty. Da fuori l’edificio non mi aveva colpito particolarmente, forse perché anche qui la manutenzione è un po’ scarsa. L’interno, invece, è bellissimo, pieno di vetrate dipinte e decorazioni dettagliatissime.

Un altro edificio da non perdere è la sinagoga, costruita tra il 1901 e il 1902. Anche qui, le decorazioni sono morbide e floreali, i disegni delicati e decisi allo stesso tempo. Oggi la sinagoga di Subotica non viene più utilizzata come luogo culto e a dire il vero non è neanche più visitabile. Rimane un monumento simbolo di questa nobile arte, ormai anacronista ma pur sempre molto affascinante.

art nouveau subotica sinagoga

Qui il mio telefono era già morto, ho usato quello del mio compagno che fa delle foto terrificanti. Argh!

Spero vi sia piaciuto questo viaggio all’insegna dell’Art Nouveau, io l’ho apprezzato moltissimo. A voi piace lo Stile Liberty?

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10 pensieri su “A caccia di Art Nouveau

  1. Che meraviglia *_* Art Nouveau e stile Liberty mi piacciono tantissimo e anch’io avrei sopportato la gita dell’INPS per fare un tour del genere! Però ti prego dimmi che non ce l’hai sul serio il cd di Gigid’Alessio, ti tolgo il saulto! haahah scherzo 😉
    Le facciate che hai fotografato sono strepitose e posso solo immaginare i colori degli interni. E comunque le foto col cello del tuo compagno non sono affatto male 😉
    A presto! 🙂

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  2. Eeehhh nulla!!!
    Che dirti.. Che adoro profondamente i tuoi post?
    Il tuo -tanto cuore- est est est (che non è il noto vino romano) mi fa provare un profondo brivido sotto pelle??
    Sai che ogni volta che ti leggo vorrei tanto poter partire e venir lì??
    Sai che potresti essere terribilmente contagiosa tanto da aver fatto venir la sfregola anche al mio martirio? Ops!! marito??

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